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Come trovare quello che cerchi, in poche semplici mosse.

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Mi chiedo come fosse la metropolitana quando non si poteva guardare il cellulare, perchè non c'era campo.

Oppure quando ancora i cellulari proprio non esistevano, che magari qualcuno leggeva ancora giornali e libri o al massimo ascoltava un walkman...

Davvero, non mi ricordo quasi più.
Mi sembra di essere nato nell'era digitale, come se non avessi mai vissuto, almeno in questo contesto, il periodo in cui non eravamo sempre assorti tra videogiochi e blog e social e musica salvata sul telefono.

Dopo un po' di settimane senza salire sulla metropolitana, ho deciso di parcheggiare la macchina e prendere la linea gialla oggi: forse sarebbe stato più comodo diversamente, ma oggi avevo voglia di osservare, di asciarmi sorprendere, e magari di trovare una nuova storia da raccontare, prioprio qui, dove molte delle mie storie si consumano e nascono.

Basta guardare e ascoltare, e la soluzione arriva!

Ed ecco, all'improvviso, lei!

É una ragazza mora, direi piuttosto alta, anche se ora è seduta.
Potrei definirla bella, ma non si mostra del tutto, dietro a quei grossi occhiali alla moda e un cellulare troppo grande che le nasconde, a tratti, parte del viso.

La guardo passare veloce gli occhi sul telefono, ma noto che non sta leggendo.
Forse finge: anzi, finge proprio.
La sua attenzione, in realtà, è altrove.
Noto proprio chiaramente come "tenda" costantemente l'orecchio sinistro verso le persone sedute affianco a lei, che parlano animatamente in una lingua che non comprendo: sembra spagnolo, ma direi un po' diverso, magari è un dialetto, non so.

Sorrido. Divertito e curioso.
Non capisco quello che dicono, ma mi piace fantasticare di chissà quali discorsi poetici o impegnati o discussioni d'amore di quelle su cui noascono film indimenticabili...
E più la guardo più è meravigliosamente trasparente!

Vorrebbe intervenire, vorrebbe dire la sua, ma si lascia evidentemente bloccare dalla paura di sembrare invadente, curiosa, di essere una che non sa farsi i famosi affari suoi...
In ogni gesto si nota il suo estremo interesse per l'argomento e contemporaneamente l'altrettanto estremo disagio nel tentativo di non far vedere (chissà a chi, visto che i due sono assorti nel loro dialogo e il resto dei presenti sono assorti nei display dei loro cellulari) che è semplicemente curuiosa.

La osservo a lungo, questa volta facendo ben attenzione a non dimenticarmi la fermata, e ad un certo punto lei si accorge di me, che non fingo per niente e continuo a guardarla col sorriso un po' ebete di un bambino davanti ad una vetrina piena di gioocattoli.
Si ferma per pochi attimi.
Giarda i due vicini, guarda me, guarda il telefono... e poi scoppia a ridere!

Io faccio altrettanto.
Ora sono io che cerco di trattenermi, con scarsi risultati.
Intorno a noi partono gli sguardi un po' straniti e un po' infastiditi: entrambi ce ne accorgiamo, e la cosa ci fa ridere ancora di più, con l'effetto che sempre più persone iniziano a d osservare per capire cosa stia succedendo, abbandonando di conseguenza i loro preziosissimi display.
Qualcuno inizia a ridere.
I due vicini di lei smettono di parlare, e ora sono loro ad osservare con curiosità la ragazza.
Sorridono, si scambiano qualche battuta, e noi imperterriti a ridere.

Immagino che la scena perfetta per chiudere questo racconto potrebbe essere un bacio appassionato, uno di quelli che dà un senso a qualunque situazione, anche le più inspiegabili.
Oppure un balletto, una canzone, un flash mob che però, in qualche modo, rovinerebbe tutta quella esplosione di spontaneità...

La carrozza continua a rumoreggiare.
Qualcuno ride, qualcuno osserva con la coda dell'occhio, sempre preoccupato di non farso vedere, chissà perchè.

Aspetto che succeda qualcosa.
Vivo il momnento al rallentatore, in attesa di una svolta, pur godendomi quella risata così naturale.

Lei si alza.
Il treno rallenta e poi si ferma.
Tutto si ferma, acnhe le risate, anche i rumori.

- Grazie - Mi dice lei passandomi affianco e scendendo alla fermata prima della mia

Le sorrido.
Per un attimo penso di scendere e fare un pezzo a piedi.
Poi mi godo il momento: le porte che si chiudono, il treno che riparte, le persone che si rituffano nei loro cellulari di ultima generazione...

#enjoylife

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:)

 

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